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martedì 25 novembre 2014

Etro: un viaggio lungo quarant’anni


Virginia Mazzotti - Etro

Un sogno iniziato negli anni ’60 a Milano che si snoda nel tempo e nello spazio evocando culture a volte scomparse altre vive e pulsanti, per definire uno stile inconfondibile, questo è Etro. Simbolo del marchio, nato da una modesta casa di moda a conduzione familiare e diventato un brand di fama mondiale, è il Paisley, motivo a goccia originario della Mesopotamia che simboleggia il germoglio della palma da dattero, l’”albero della vita”. 

Per celebrare la tappa dei quarant’anni di carriera, il marchio si racconta in un’affascinante monografia edita da Rizzoli. Un viaggio diviso in sette tappe che rappresentano ciascuna uno dei temi ricorrenti nello stile di Etro: Natura, Arte, Viaggio, Gioco, Colore, New Tradition e Paisley.

Virginia Mazzotti 

martedì 2 settembre 2014

Vintage giapponese, la moda decostruita

Virginia Mazzotti - Vintage giapponese

 

 
In occasione del suo decennale in Giappone, attraverso l’iniziativa Mezurashi Hakken – La Rivoluzione Giapponese, il noto e-store yoox.com mette in vendita i pezzi cult dei più famosi stilisti giapponesi. Gli abiti, selezionati dalla giornalista di fama internazionale Lynn Yaeger, si caratterizzano per il loro stile, che sfida apertamente i classici canoni sartoriali, contrapponendogli un’estetica di tipo iconoclasta, simbolo indiscutibile del vintage del Sol Levante.
I capi vintage giapponesi in vendita appartengono alla fine degli anni 70 – inizio anni’80, periodo nel quale si fanno strada nel campo della moda stilisti nipponici pionieri di una nuova concezione di abito, caratterizzata, innanzitutto, da un eccesso della forma. Si tratta di capi assolutamente irregolari, nei quali la simmetria e l’ordine sono accantonati a favore del caos e del decostruttivismo. Tra i maggiori rappresentanti di questa corrente fashion c’è Rei Kawakubo, fondatrice della maison Comme de Garçon, le cui creazioni, messe al bando per il modo in cui occultavano la forma umano sotto i tessuti, furono ribattezzate “Hiroshima chic.” Alla casa di moda di Kawakubo appartiene un altro genio ribelle, che ancora oggi provoca con abiti post – atomic style, per evidenziare la plausibilità della guerra, che potrebbe scatenarsi da un momento all’altro. L’utilizzo di tessuti tech per la creazione di capi inediti, di frange, trench rivisitati e capi in tweed, che sovverte le convenzioni della moda anni ’80, corrisponde agli abiti incompiuti, lacerati e sfrangiati che scuotono le coscienze davanti alle passerella odierne.

 
Virginia Mazzotti - Vintage giapponese

 
Meno radicale, ma ugualmente rivoluzionaria è la figura di Yohji Yamamoto, che ama definirsi un “cutter” piuttosto che un “couturier” ; le creazioni dello stilista si caratterizzano per il taglio asimmetrico, le sovrapposizioni di tessuti a strati e i raddoppi di capi che ricordano molto il taglio maschile degli abiti, ai quali l’innovativo designer afferma di essersi inizialmente ispirato.

 
Virginia Mazzotti - Vintage giapponese

 

 In questa sfilata virtuale di artisti giapponesi non può ovviamente mancare Kenzo Takada, fondatore dell’omonima maison, che si fece notare per le sue fantasie estremamente vivaci, i suoi abiti tenda e le salopette oversize. 

 
                                                                                                                                      Virginia Mazzotti

giovedì 7 agosto 2014

Fashion Film, la nuova vetrina della moda


Dopo Berlino, Londra e Parigi, anche la capitale italiana della moda avrà un suo Fashion Film Festival, che si terrà i giorni 14 e 15 settembre 2014 a Milano. Fortemente voluto dall’organizzatrice Costanza Cavalli Etro, sarà parte integrante dell’attesissima Settimana della Moda milanese e ospiterà le creazioni video di talenti emergenti e brand affermati. Nella breve video - intervista di presentazione dell’evento, la fondatrice spiega che il suo obiettivo è quello di avvicinare il grande pubblico alla moda utilizzando il cinema, strumento trasversale e versatile. La sinergia tra “la decima musa” e l’arte dello stile ha origini recenti e le due si mescolano in modi sempre diversi, adattandosi l’una all’altra come un liquido che prende la forma del contenitore che lo ospita.

A volte, si tratta di film che raccontano il mondo della moda, come il popolare Il Diavolo veste Prada, altre, di abiti che entrano a far parte del film, come quelli indossati da Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany, disegnati da Hubert de Givenchy; non mancano, inoltre, efficaci sincretismi, come quello tra editoriali fashion e fotografia. Infine, i nuovi sviluppi delle pubblicità, caratterizzata da piccoli corti nei quali l’immagine e lo stile sono spesso al centro della narrazione visiva, testimoniano l’influenza della moda sull’estetica del cinema. Il denominatore comune all’unione artistica dei due elementi è la presentazione degli abiti, indiscussi protagonisti di questa vetrina cinematografica. Le regole sono estranee al fashion film, che permette ai registi sperimentazioni completamente libere. Il potere comunicativo di questo format artistico è stato immediatamente recepito dalle maggiori case di moda che lo hanno utilizzato per pubblicizzare i loro abiti al di fuori del contesto delle sfilate e dei canali tradizionali. Prada è uno dei marchi più attivi in tal senso e ha collaborato con Roman Polanski alla produzione del corto “Therapy”, nel quale una bellissima ed elegante Helena Boham Carter interpreta la paziente di un Ben Kinglsey analista, stregato dal fascino irresistibile della moda.
 Tra i maggiori videomaker di cortometraggi fashion italiani c’è sicuramente Miu Miu che al Festival di Venezia del 2012 ha lanciato il progetto Women’s Tales, una visione al femminile ambientata nel contesto surreale e magico della stregoneria moderna.

 I corti fashion hanno sedotto anche i giovani creativi, non solo stilisti, ma anche designer, grafici e fotografi, che sfruttano la viralità di un lavoro di breve durata e grande impatto, ancora più efficace se diffuso via web. Showstudio.com, vetrina di fotografia di moda creata da Nick Knight nel 2000, ne è un esempio, ed essa segna la nascita del Fashion Film.

 Per maggiori informazioni sul Fashion Film Festival di Milano: http://www.fffmilano.com/it/


Virginia Mazzotti

venerdì 16 maggio 2014

Benvenuti nel blog di Virginia Mazzotti!

Benvenuti nel mio blog!

Mi chiamo Virginia Mazzotti, sono un avvocato ma da sempre con una grande passione per la moda.
Mi piace seguire le proposte di stilisti emergenti, essere sempre aggiornata sulle ultime tendenze in materia e naturalmente fare shopping.
Nel mio blog troverete informazioni e suggerimenti per il vostro stile, recensioni sulle migliori boutique e i negozi in cui fare acquisti, nonché articoli da utilizzare come spunto per il vostro abbigliamento.
 
Non esitate a contattarmi per qualsiasi informazione o suggerimento al riguardo, anche su argomenti che vi piacerebbe approfondire.

Lasciate il vostro commento e fatemi sapere cosa pensate di questo blog!

Buona lettura!
 
Virginia Mazzotti